"la prima volta sei arrivato con lo stesso atteggiamento di chi se ne sta andando: spalle incassate, sguardo basso, passi spediti.
ti ho visto da lontano e sapevo che eri tu, nonostante di te avessi solo un mucchio di parole sapientemente scelte ed allineate.
la piazza era enorme e piena di gente, eppure quello potevi essere solo tu.
abbiamo parlato tanto, annullando tutto, ma io le parole non me le ricordo, mi ricordo i tuoi occhi fissi nei miei, ancorati, annegati, affogati.
è stato immediatamente chiaro che ci saremmo dati filo da torcere a vicenda, quando la seconda volta io ero in ritardo (mai nella mia vita) e tu mi hai detto ciao tre volte mettendomi in imbarazzo (mai nella mia vita).
io ricordo sempre tutto, anche nei dettagli, posso raccontare un film mettendoci lo stesso tempo che ci vorrebbe a vederlo, eppure della terza volta ricordo solo una battuta stupida e tu che stringi il tuo braccio intorno al mio collo.
e neanche la neve mi ha impedito la quarta volta di portarti il mio libro preferito e parlare di cose stupide come avessimo tutto il tempo del mondo.
tempo che abbiamo allo stesso istante perso e ritrovato quando la quinta volta un abbraccio si è trasformato in un bacio e io, dopo tanto tempo, ho avvertito che non mi mancavo più.
e poi c’è stata quella volta che mi hai tolto la sigaretta dalla bocca e hai fatto l’unica cosa che poteva farti perdonare, mi hai baciata.
e poi ci sono state le infinite volte in cui ogni scusa era buona per avvicinare lembi di pelle e ogni scusa era buona per far diventare Milano più bella di come sia mai stata.
le rose solamente ci sono state testimoni quando, quella volta, seduta sulle tue gambe, ti ho chiesto di non tornare mai più su quella panchina, perché avevo imparato il tragitto e non volevo essere capace di tornarci senza di te.
neanche una volta mi sono annoiata, neanche una volta ho desiderato d’essere altrove, neanche una volta ho rimpianto d’essere, ancora una volta, la miglior traditrice di me stessa.
fino a quella volta in cui un orgasmo simultaneo ti ha lasciato stupito, ma mai quanto me quando hai deciso che avrei potuto rimaner sola in quel letto ancora una notte.
ed è stato così che, l’ultima volta, mentre ti baciavo, sapevo già, con terribile lucidità, che stavi andando via, mentre tu, con la testa appoggiata sulle mie gambe, mi chiamavi “casa”."
(Source: purtroppamente.blogspot.com, via biancaneveccp)



